Centro Arca

Il Centro Diurno di Socializzazione di Monte San Savino è finalizzato all’accoglienza di persone diversamente abili provenienti prevalentemente dal territorio comunale.
E’ inserito presso il Centro Polifunzionale di via Ciapi n. 11, al secondo piano e in ambienti indipendenti dagli altri servizi presenti, con i quali condivide solamente il servizio di cucina.
E’ gestito dalla Cooperativa Arca 1, come evoluzione di un percorso iniziato molti anni fa dall’Associazione “Arca” come esperienza di volontariato, tanto che in paese per tutti è rimasto il “Centro dell’Arca”.

La oltre ventennale gestione del Centro ha portato ad una fattiva collaborazione con molte realtà del mondo del volontariato, coinvolgendo associazioni in varie attività collaterali a quelle proprie del Centro e contribuendo ad allargare le possibilità di socializzazione degli ospiti.
La metodologia di lavoro tiene conto delle diverse esigenze dei singoli ospiti ed è quindi organizzata in modo tale da garantire la maggior flessibilità possibile, senza per questo snaturare il compito educativo dell’esperienza. Tale flessibilità viene raggiunta attraverso l’offerta di percorsi specifici, denominati laboratori che rappresentano attività che possono essere svolte sia come integrazione al percorso educativo generale del Centro, sia come percorsi automi e indipendenti. In tutti i casi è importante sottolineare che le attività proposte non hanno solo lo scopo di trasmettere conoscenze e/o capacità, ma diventano utili strumenti di valutazione della situazione generale dell’ospite.

Per questo il punto di partenza di qualsiasi interevento è innanzitutto un rapporto, che deve essere costruito dagli operatori e dalle persone accolte al Centro.
E' evidente come un lavoro di socializzazione sia possibile solo dopo una attenta costruzione di queste modalità di relazione. Il rischio altrimenti è quello della semplice acquisizione di schemi, di sequenze di azione e di comportamenti stereotipati che oltre a non permettere l'evoluzione della persona presentano tutti gli inconvenienti delle costruzioni rigide.

La metodologia di lavoro parte quindi dagli aspetti relazionali che rappresentano lo “sfondo” dell’intervento. L'operatore, rispondendo alle problematiche emergenti, propone una accoglienza non solo del bisogno singolo, ma dell'intera persona. In altri termini, non trattando come separati i bisogni, si può coinvolgere l'altro in un cammino che ha come desiderio e come meta la realizzazione di se stessi.

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